Silvia Tripodi

Foto: Angelo J. Zanecchia

Silvia Tripodi (1974) vive a Roma. Ha partecipato nel 2013 a RicercaBo; suoi testi sono presenti su GAMMM, NI, Nuovi Argomenti, e in altri luoghi delle rete; sulle riviste l’immaginazione, Atelier, L’Ulisse, VLNA, Nioque. Ha collaborato all’antologia Totilogia (edizioni Cinquemarzo 2014) e a ex.it2014 e 2016 – materiali fuori contesto (Albinea). Nel 2014 ha vinto il Premio Lorenzo Montano (sezione poesia inedita). Vincitrice della prima edizione 2015 del Premio Elio Pagliarani con la silloge Voglio colpire una cosa (Zona,2016); di recente uscita è Punu, (Arcipelago Itaca,2018). Suoi testi sono presenti nell’antologia La parola informe – esplorazioni e nuove scritture dell’ultracontemporaneità (Marco Saya Editore, 2018).


da Punu (2018)

Non tutti comprendono cosa sia il sole quelli che ignorano che esso è una stella se ne stanno in molti luoghi
persino addetti solo alle belve
tutti gli altri che sanno il sistema solare
le sue funzioni a equilibrare i cicli vitali
si guardano bene dallo stare in mezzo a natura così dove capita dove lì
nascono non muoiono a occasione della natura di dove provengono consapevolezze e altre fatture del cranio
non giocose soltanto
per scienza vanno esaminate
senza giornata al vento che fugge.

*

Per esprimere meglio un concetto
si utilizzano significanti di grado superiore
si oltrepassa la negazione
si chiarisce che la dialettica non è
propriamente conforme al mondo e ai suoi fatti
a spiegare non è adatta la realtà
dei pescetti delle alghette né del loro avvenire
si sottolinea che non c’è sincretismo
e che questo non è il punto di convergenza del male della non messa in fermo della cognizione del dolore.

*

La cognizione di quello che rappresentiamo
non è enunciata soltanto da misteri che vanno di qua e di là come fossero fiammelle di un sogno
fiammelle di un sogno che nel sogno
redigono un flusso che non appartiene alla famiglia dell’indifferenza
l’indifferenza non è il profitto
del beato sogno degli oggetti piccoli
o di quelli grandi
non è il profitto del corpo che si è schizoizzato
in steli e rizomi
dello starsene di lato alla vita
della zattera sotto le travi della zattera
sopra il mare dentro i pescetti aguzzi della pancia
del capitale.

Silvia Tripodi