Norme redazionali

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Attenzione: l’autore deve allegare all’articolo un documento Word con

  • Biografia (4-5 righe massimo) in italiano e in inglese
  • Parole chiave (separate da una virgola) in italiano e in inglese
  • Abstract (circa 10 righe) in italiano e in inglese

 Si privilegiano articoli la cui lunghezza rientri tra le 10 e le 15 cartelle (ossia tra i 18 000 e i 27 000 caratteri spazi e note inclusi). La lunghezza minima di un articolo è di 10 cartelle.

Si consiglia vivamente di utilizzare il template.

I testi vanno consegnati nella stesura definitiva, completi in ogni parte, con il programma di scrittura Word (font: Times New Roman; per il greco font: New Athena Unicode) e salvato in formato *.docx. Nel caso in cui vengano usati caratteri speciali (es. ideogrammi), l’autore deve consegnare il font utilizzato insieme al file del testo.

Nell’impossibilità di seguire le indicazioni date è indispensabile prendere contatto con la redazione.

Il corsivo si usa:

per le parole straniere, comprese le espressioni latine di uso comune, come ad hoc, statu quo; in casi eccezionali per parole o espressioni che si prendono in esame o si vogliono evidenziare; per gli esiti linguistici (lupo <LUPUS). Per i lemmi entrati nella lingua d’uso (lapsus, excursus) il corsivo è lasciato alla sensibilità dell’autore.

Si prega di non usare in linea di massima il neretto; se è proprio indispensabile, concordarne l’uso con la redazione.

I termini tradotti vanno posti fra apici semplici ‘ ’.

Le note vanno inserite automaticamente (secondo la procedura Word) a piè di pagina. L’esponente dovrà seguire il segno d’interpunzione.

Ogni segno di punteggiatura sarà seguito (ma non preceduto) da spazio bianco.

Se si intende fare un raffronto tra due o più testi, evitare l’uso delle tabulazioni ma inserire i testi in una tabella a due o più colonne.

 

Citazioni testuali

È indispensabile indicare i dati bibliografici completi per le citazioni.

All’interno del testo le citazioni vanno in tondo, fra virgolette basse « » da segnarsi solo al principio ed alla fine del passo.

Le citazioni all’interno di citazioni vanno contraddistinte mediante virgolette alte “ ”.

Eventuali omissioni vanno indicate con tre punti tra parentesi quarde […]:

«Questo, fra tutti, è il caso più frequente»

diventa

«Questo […] è il caso più frequente».

Nelle citazioni di testi poetici la fine del verso va segnalata con barretta verticale |

seguita e preceduta da spazio bianco. La fine della strofa va segnalata da doppia barretta verticale ||.

L’omissione di uno o più versi, o di loro parti, va segnalata con […].

«Si sta come d’autunno | […] | le foglie».

Quando la citazione supera le tre righe di testo essa va staccata dal contesto mediante a capo, non preceduta né seguita da virgolette, rientrata sia per la prosa (0,5 cm) che per la poesia (1,5 cm).

Il paragrafo contenente la citazione deve essere distanziata da quello che lo precede e che lo segue da 6 pt (dopo aver posizionato il cursore sul testo della citazione, la spaziatura può essere regolata seguendo il percorso “Formato > Paragrafo: Spaziatura. Inserire il valore “6 pt” nelle caselle “prima” e “dopo”).

Eventuali interventi chiarificatori o aggiuntivi dell’autore del saggio vanno posti fra parentesi quadre e in corsivo.

«il dato che più invariabilmente configura come non-prosa parte della produzione letteraria latina e italiana [antica e moderna] è dunque […]».

 

Citazioni bibliografiche

I rimandi alle opere citate devono essere fatti in esatta corrispondenza con i dati bibliografici dell’edizione scelta e devono contenere i seguenti elementi, separati tra loro da una virgola, nel seguente ordine:

  1. Nome e Cognome in tondo; un eventuale secondo nome andrà indicato con la sola iniziale; nel caso di due o più autori, i nomi andranno separati sempre da virgole; es.:

John Gillingham, Richard I, New Haven, Yale University Press, 2002.

Thomas G. Wagner, Piers D. Mitchell, The illnesses of King Richard and King Philippe on the Third Crusade: An Understanding of arnaldia and leonardie, in «Crusades», 10 (2011), pp. 23-44.

  1. Titolo dell’opera in corsivo. Se il titolo include un altro titolo quest’ultimo andrà in tondo.
  2. Quando si cita da una traduzione vanno indicati, alla fine della citazione bibliografica e tra parentesi, il luogo (in lingua originale) e l’anno di edizione dell’originale, preceduti dalla dicitura ed. or.

Erich Auerbach, Mimesis, intr. di Au. Roncaglia, Torino, Einaudi, 1956 (ed. or. Bern 1946);

Aron J. Gurevich, Contadini e santi. Problemi della cultura popolare nel Medioevo, Torino, Einaudi, 1986 (ed. or. Moskva 1981);

George M. Trevelyan, La rivoluzione inglese del 1688-89, a c. di C. Pavese, intr. di L. Ginzburg, Torino, Einaudi, 1941 (ed. or. London 1938).

  1. Luogo (in lingua originale), casa editrice e data di edizione, separati da virgola. Se quella usata non è la prima edizione, andrà specificato quale edizione si sta usando con un numero in apice dopo l’anno, come nel seguente esempio:

Mario Baratto, Realtà e stile nel Decameron, Vicenza, Neri Pozza, 1974², pp. 171-195.

  1. Se si rinvia soltanto ad uno dei volumi in cui l’opera è suddivisa si specificherà, in numeri romani in tondo, il numero d’ordine del volume in questione.

Repertorium fontium historiae medii aevii primum ab Augusto Potthast digestum, Roma, Istituto storico italiano per il Medio Evo, 1984, V, pp. 169-171.

  1. Per i volumi collettanei e per le sillogi di testi occorre indicare sempre, dopo il titolo, il nome (solo iniziale) e cognome del curatore.

La simmetria, a c. di E. Agazzi, Bologna, il Mulino, 1973.

I volumi miscellanei privi di un curatore saranno indicati solo come opera di AA. VV.

  1. Per le grandi opere va indicato il nome del direttore.

Giorgio R. Cardona, I Viaggi e le scoperte, in Letteratura italiana, dir. da A. Asor Rosa, V, Le Questioni, Torino, Einaudi, 1986, pp. 687-713.

  1. Il rinvio alla pagina deve essere preceduto da p. Se il rinvio comprende più pagine se ne darà indicazione completa, preceduta da pp. (es.: pp. 350-356, non 350-6). Le pagine seguenti dovranno essere indicate in questo modo: p. 24 ss. oppure pp. 24-26 ss.
  2. Libri ed articoli già citati si indicano con il solo cognome dell’autore (tondo) e troncando significativamente il titolo (corsivo).

Lejeune, La chanson, pp. 410-412.

Qualora il libro o l’articolo a cui si rimanda sia stato citato immediatamente prima, sarà sufficiente usare ivi seguito da virgola e dalle indicazioni necessarie (ivi, p. 282; ivi, cap. IX, § 30); se la pagina è la stessa del precedente rinvio si dovrà usare ibid. Se invece si citano consecutivamente opere diverse dello stesso autore quest’ultimo andrà indicato con Id. (Ead. se si tratta di un’autrice).

  1. Per i periodici si aggiungono al nome dell’autore ed al titolo i seguenti dati:

Nome del periodico per esteso, in tondo, tra virgolette basse « », preceduto da in e seguito da virgola.

Serie, volume/annata (in cifre arabe o romane, come da frontespizio), anno (fra parentesi tonde, non preceduto da virgola), se necessario fascicolo (in cifre arabe), pagine complessive dell’articolo:

Geneviève Hasenohr, Du bon usage de la galette des Rois, in «Romania», CXIV (1996), 3-4, pp. 445-467.

Luce López-Baralt, Narrar después morir. La Cuarantena de Juan Goytisolo, in «Nueva Revista de Filología Hispánica», 153 (1995), 1, pp. 59-124.

Alle pagine complessive può seguire l’eventuale indicazione delle pagine contenenti la citazione, preceduta dalla dicitura a o alle:

Giuseppe Papponetti, Un inedito commento di Barbato da Sulmona alla Iantandem del Petrarca, in «Studi petrarcheschi», n.s., X (1993), pp. 81-144, alle pp. 141-142.

  1. Per gli atti dei convegni si indicheranno, come da frontespizio, il luogo e la data di svolgimento del convegno, oltre ai dati relativi all’edizione:

Alessandro Barbero, Chiesa e società feudale nelle letterature d’Oc e d’Oïl, in Chiesa e mondo feudale nei secoli X-XII, Atti della dodicesima Settimana internazionale di Studio (Mendola, 24-28 agosto 1992), Milano 1995, pp. 509-534.

  1. Per gli Studi in onore di… si citerà il nome del dedicatario:

Gianfranco Contini, Alcuni appunti su Purgatorio XXVII, in Studi in onore di Angelo Monteverdi, 2 voll., Modena 1959, I, pp. 142-157.

 

Immagini e grafici

Le immagini (in formato JPEG o TIFF) devono essere inviate separatamente, non inserite nel file Word; su quest’ultimo potranno essere indicati i punti del testo in cui si vuole che le immagini stesse siano inserite.

Se le immagini vengono acquisite tramite scanner, la risoluzione deve essere di 300 dpi, con base 12 cm.

Se invece viene fatto uso di una macchina fotografica digitale, quest’ultima va impostata alla massima risoluzione.

Si tenga presente che per la pubblicazione di immagini di manoscritti, stampe etc. sottoposte a diritti vanno richieste e comunicate alla redazione l’autorizzazione della biblioteca (o della sede di conservazione) e la dicitura da stampare accanto all’immagine.