Alessandro Burbank

Alessandro Burbank (Venezia, 1988) è poeta, performer, promotore di eventi culturali. Partecipa alla scena del Poetry Slam italiano dal 2009 vincendo la seconda edizione dello slam di Via de Poeti, e un terzo posto nazionale nel 2016 con la LIPS.
Per l’associazione Maia ONLUS ha partecipato alla realizzazione del documentario Revolution Art Poetry in Palestina. Ha vinto il concorso nazionale di poesia erotica Baffo/Zancopè all’età di 16 anni collaborando alle edizioni successive. Ha ideato con il soviet lagunare BlareOut le tre edizioni del festival di poesia e musica Andata&Ritorno a Venezia. Coltiva rapporti diretti con l’avanguardia londinese grazie all’amico e collega Steven J. Fowler esibendosi a Londra e a Edimburgo. Ha intrapreso un tour di tre mesi per l’Italia sponsorizzato da FlixBus. Si è esibito al MAXXI di Roma nel contesto dell’evento Estate Italiana curato da Lello Voce e Valerio Magrelli. Ha ideato e organizzato Frullatorio uno show di satira locale con la compagnia teatrale Accadueò a Venezia. Conduce da tre edizioni Owl Festival a Trento. Collabora attivamente con il cantautorapper Dutch Nazari e il producer Sick&Simpliciter (Luca Patarnello) prima fondando il collettivo Motel Filò nel 2011 e dal 2016 aprendo i loro concerti. Ha ricevuto il premio Alfonso Gatto giovani 2017. E’ finalista 2017 del Premio Dubito di poesia e poesia con musica. Ha partecipato all’International Young Writers Meeting a Istanbul. Ha organizzato il primo Poetry Slam interamente in acqua a bordo di barche tradizionali, per i canali di Venezia. Sempre a Venezia ha condotto #Versus! International Poetry Slam a Palazzo Grassi. Ha partecipato a Londra al FILL festival della letteratura italiana e allo Europe Poetry Festival. 


Ha collaborato con Natalino Balasso, Dargen D’amico nel contesto del festival Sottosopra di Castelfranco e con Willie Peyote in apertura al Flower Festival a Torino e anche con Dutch Nazari per lo spettacolo divulgativo per ragazzi La poesia italiana da Montale a Gue Pequeno.

Premio Nazionale Elio Pagliarani per la poesia inedita 2018.

La sua prima pubblicazione è Salutarsi dagli aerei, (Interno poesia, 2018)

 

da Salutarsi dagli aerei (2018)

 
 
Se mi vuoi conoscere
mi metto al centro di
questa stanza guarda
quella è la scrivania lì
c’è la poltrona mia poi
l’armadio e la libreria lì
c’è il letto in cui riposo
ora spegni la luce vedi
il buio sono io esploso
 
*
 
Qualcuno ha gli occhi profondi
come il mare quando circonda
una nave che approda la notte
nell’isola dove tutti hanno occhi
di sabbia e di caglio di latte di capra
e di cave di sale scavate negli anni quaranta.
Gli altri hanno gli occhi di giovani al buio
di sedie a sdraio ombrelloni a sei euro
e di musica pop di spiaggia nudi alla luna
di quando le onde schiumano rive tra i piedi
sono gli occhi di ritorno alla casa il mattino
ridendo e scherzando. La gente del posto
che è gente di porto ha occhi di luce
che illumina a giorno le chiese i fedeli
i pescherecci il pescato hanno occhi di polpi
appesi a seccare è gente che affitta le case
ai turisti hanno occhi di schei de mona pecunia
di grano sono grandi affaristi hanno occhi
appannati sono occhi tristi. Attraversa
la strada un uomo con occhi di strada
e di grattaceli di nebbia e di smog
di detriti e polveri sottili sui vetri anni ottanta
dove passano i tram sui cavalcavia e l’ultima
pompa di benzina era quella. Dall’altro lato
seduta in un bar una donna con occhi di jogging
al parco e di caffè americano di dietor e miele
che ha occhi di schermi accesi e di zapping
sono occhi distratti a guardare lucori
bere liquori con gli occhi di lische di amori
e limoni. Chi viene da qui ha occhi di ragno di
lunghi filamenti sottili hanno occhi di bava
non lacrimano e ti guardano storto
con occhi slacciati che non hanno lo sguardo
sono occhi persi nel tempo. Solo alcuni
hanno gli occhi di rami di alberi spogli pochi
hanno gli occhi del vento leggero
che vola le sciarpe che bussa sui vetri e solleva
d’estate gli ombrelloni dei bar e i cappelli volani
col vento coltelli negli occhi. L’uomo si ferma
ha occhi di rovi e pupille di mix di frutti di bosco
da freezer per guarnire gelati. La guarda
con gli occhi dei prigionieri senza occhi
che vedono al buio sono gli occhi dei
bucanieri occhi sassi che scoppiano passi
avvistata la terra. La donna indossa gli occhiali
da sole. Guarda l’uomo e dice.
C’è un momento in cui tutti hanno gli occhi.
 
*
 
Forse alzerò verso di te le mie ciglia.
E nel mio sorriso tu riconoscerai un’orma
e io nel tuo la notte della notte.
E se non apriremo assieme questa porta
Ti aspetterò come parole rotte sulla soglia.

Alessandro Burbank