Marco Giovenale

Marco Giovenale (1969) lavora come consulente editoriale, editor, curatore e lettore per case editrici, traduttore dall’inglese (collaborazioni con Il Mulino, Ponte alle Grazie, Donzelli, Fazi, Salerno, Zanichelli), e docente. Tiene corsi di letteratura presso la sede centrale dell’università popolare Upter, a Roma. Per la stessa università, co-dirige il Centro di poesia e scritture contemporanee. È tra i fondatori di gammm.org (2006), sito di materiali sperimentali. Collabora con rivistasegno.eu, «l’immaginazione» e «alfabeta2». È redattore di vari spazi web italiani e non. Cura la collana SYN – scritture di ricerca per le edizioni IkonaLíber.
Alcuni suoi libri di poesie: La casa esposta (Le Lettere, 2007), Shelter (Donzelli, 2010), Storia dei minuti (Transeuropa, 2010), In rebus (Zona, 2012, con i testi vincitori del Premio Antonio Delfini 2009), Delvaux (Oèdipus, 2013), Maniera nera (Aragno, 2015, collana ‘i domani’), Strettoie (Arcipelago Itaca, 2017).
In prosa: Numeri primi (Arcipelago, 2006), Quasi tutti (2010; edizione definitiva, Miraggi, 2018), Il paziente crede di essere (Gorilla Sapiens, 2016).
Suoi testi sono antologizzati in Parola plurale (Sossella, 2005), Nono quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2007), nel volume del Premio Antonio Delfini 2009, in Poesia degli anni Zero (Ponte Sisto, 2011) e in Nuovi oggettivisti (Loffredo, 2013). Con i redattori di gammm è nel libro collettivo Prosa in prosa (Le Lettere, 2009).
Suoi testi sono tradotti in varie lingue e presenti in riviste e antologie. È autore anche di prose in inglese, tra cui: a gunless tea (Dusie, 2007), CDK (Tir Aux Pigeons, 2009), anachromisms (Ahsahta Press, 2014).
Per l’editore Luca Sossella nel 2008 ha curato una ampia raccolta antologica di opere di Roberto Roversi: Tre poesie e alcune prose (1959-2004). Ha tradotto Jack Spicer (Billy the Kid, èdito dalla Camera verde nel 2014, a cura di Paul Vangelisti).
Come artista (spesso a firma differx) ha esposto – in personali e collettive – disegni e altri materiali, dal 1996 soprattutto. Dal 2006 la gran parte della sua attività grafica si concentra sulla scrittura asemica, o asemantica. Tre libri in particolare ne danno conto: Sibille asemantiche (La camera verde, 2008), Asemic sibyls (Red Fox Press, 2013) e Enciclopedia asemica / Asemic Encyclopaedia (IkonaLíber, 2019).
Il suo sito è slowforward.net. Materiali grafici vari in differx.tumblr.com.


da Oggettistica

 

In sala d’attesa l’anziano avvocato minaccia l’anziana consorte con una cannuccia,

le ripete a bassa voce e educatamente, anodinamente, infinite volte, la parola “avanguardia”. Le dice impercettibilmente “avanguardia, avanguardia”, e la tocca con una punta di cannuccia, le tenta il braccio, delicatamente: “avanguardia, avanguardia”. È calmo, è disinteressato.

 *

Dopo il semaforo è tutta campagna. Dopo il semaforo è tutta enciclopedia. Da qui in poi è tutta campagna, da qui in poi è tutta enciclopedia. Da qui in avanti è tutto cambiato, è tutto cambiato negli ultimi trent’anni. Da qui in avanti è tutta enciclopedia, da trent’anni è tutta enciclopedia. Passata l’enciclopedia è tutta campagna. Dopo l’enciclopedia c’è soltanto la campagna, la campagna con il suo sapere enciclopedico diretto, eterodiretto, le erbe, gli uccelli, gli insetti. È tutta campagna. Poi dopo trent’anni non c’è più campagna. Da qui in avanti è solo enciclopedia. I nomi, da qui in avanti cominciano i nomi, gli insetti, le erbe, cominciano le ruberie, cominciano i ti faccio vedere, gli assessori, da qui in avanti è tutto assessori, trent’anni, tutto assessori, trent’anni fa non c’era neanche qui. Prima qui era tutta campagna. Città con macchie di campagna. Nella preistoria, prima, lo dice la parola. Prima neanche a parlarne. Prima della parola, neanche a dirlo, o a parlarne. Adesso nel cortile ci sono le galline, razzolano in sei sette. Sono grasse e marroni. Solo adesso. Da qui in avanti è tutto cenozoico, animali ibridi, pezzi di vegetali, staccati mischiati, una spora lì un ramo qui, un corallo nel becco, una scansione inattuabile irrealizzabile, dei pezzi, pezzi che restano sconcertati sul tavolo, il tavolo anatomico, sull’inameno tavolo anatomico. Tra i pezzi respirano, c’è il respiro grosso, nel cenozoico, si respira male, ballano le galline, bollono, nella campagna, passano il vitto, passa uno, due, è tutta enciclopedia, c’è poco cibo, si stanca, tre. Si vede come intorno. Come fosse intorno, saranno sei sette, saranno quattro. Si vede come intorno a un disco tutto è diventato enciclopedia. Forse anche in meno di trent’anni. Il disco si vede come intorno al disco.

 *

Noi siamo d’accordo, non ci sono ragioni di disaccordo.

Fabbricano anche un sacchetto.

Non litigheremo per questo, non protesteremo.

Siamo d’accordo, dopo ci sono dei biscotti con questo nome.

Sono tutti gentili, professionalità e hanno premure.

Ci accompagnano e non possiamo lamentarci.

Fuori ci danno un sacchetto, ce lo hanno dato ora dopo la coda.

Siamo in tanti qui, siamo tutti in attesa in coda, siamo d’accordo.

Abbiamo il sacchetto.

Marco Giovenale