Giorgio Ghiotti

Foto: Andrea Annessi Mecci.

Giorgio Ghiotti è nato nel 1994 a Roma e vive tra Roma e Milano. Ha esordito nella narrativa con la raccolta di racconti Dio giocava a pallone”(nottetempo 2013) e nella poesia con Estinzione dell’uomo bambino (Perrone 2015). Ha inoltre pubblicato una raccolta di interviste a grandi scrittrici e poetesse italiane in Mesdemoiselles. Le nuove signore della scrittura”(Perrone 2016), il romanzo Rondini per formiche (nottetempo 2016), il saggio narrativo Via degli Angeli (Bompiani 2016), una seconda raccolta di poesie, La città che ti abita (Empirìa 2017) e il saggio Costellazioni (Empirìa 2019) sulla poesia contemporanea e sulla nuova generazioni di poeti nati degli anni Novanta. Collabora con riviste e giornali e con la casa editrice Bompiani.


Ho nel volto un’eredità più forte

del vuoto che vorrei plasmare io,

io per intero, soggetto unico

monade di carne. Pascolano antenati

nel taglio degli occhi, nel naso

che non amo, su labbra che osservo

e ammiro come fossero di un altro.

Ogni risveglio è nel segno del padre,

somiglianza accettata per contrarium

fin dal 1994, rivoluzione di pianeta

non di popolo, da che il popolo

sono io soltanto, sempre fermo

nello stesso punto.

*

 Lontananza

 

Non abbiamo idea di una regione

dai piedi messi in fila per passarla,

dal tempo che s’impiega per lasciare

campi e fumi di legni bruciati

per scacciare l’inverno dalle mura.

La lontananza non ci fa paura,

non si misura per noi in spazi e

terreni abitati, ma in trasmutare

di lingue al passo al valico al confine

là dove la cerva stacca dalla roccia

e le pietre non hanno più memoria.

*

Io ti dimentico e ti scancello

stella di carbonio, corpo esploso

ti do la morte ti scavo la fossa

ti pitto di nero per non più

vedere questa larga innocenza

che mi è stata tolta, io non più

voglio provare la mondana meraviglia

della specie se il vitellino non vedrà

dicembre, la tenerezza del mio sonno

la disperata tua veglia, io mai più

ti chiamerò per nome dalla soglia

della nostra infanzia, amica del rifugio

e dell’acqua.

Giorgio Ghiotti